La peste causò davvero la chiusura dei teatri di Shakespeare?
William Shakespeare scrisse molti dei suoi capolavori poetici perché la peste costrinse i teatri di Londra alla chiusura.
Negli anni '90 del XVI secolo, la peste bubbonica rese illegali gli assembramenti pubblici. Impossibilitato a mettere in scena le sue opere, Shakespeare si dedicò alla poesia per ottenere il sostegno economico di ricchi mecenati.
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Tra il 1592 e il 1594, Londra fu colpita da una grave epidemia di peste bubbonica. Il governo ordinò la chiusura di tutti i teatri ogni volta che i decessi settimanali superavano le 30 unità. In quel biennio, la città contò oltre 10.000 vittime.Shakespeare viveva grazie alla vendita dei biglietti teatrali. Con i teatri sbarrati, perse la sua principale fonte di reddito e iniziò a comporre poemi narrativi per attirare l'attenzione di nobili facoltosi disposti a finanziare il suo lavoro.Nel 1593 pubblicò «Venere e Adone», dedicandolo al Conte di Southampton, un ricco aristocratico che divenne il suo patrono. L'opera riscosse un successo enorme, venendo ristampata 16 volte entro il 1640.Nel 1594, scrisse «Lo stupro di Lucrezia» per lo stesso mecenate. Gli esperti ritengono che anche la maggior parte dei suoi 154 sonetti sia stata composta durante queste chiusure forzate. All'epoca, la poesia era considerata una forma d'arte molto più nobile e rispettabile rispetto alla drammaturgia popolare.La produzione poetica permise a Shakespeare di sopravvivere finanziariamente fino alla fine dell'epidemia. Una volta riaperti i teatri, tornò a dedicarsi anima e corpo alla scrittura per il palcoscenico.
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FP-0001909 · Mar 9, 2026