Shakespeare ha davvero inventato nuove parole?
William Shakespeare ha coniato o registrato per la prima volta più di 1.700 parole della lingua inglese.
Il Bardo ha arricchito la lingua trasformando sostantivi in verbi, unendo termini distinti e applicando prefissi o suffissi a vocaboli esistenti per generare significati inediti.
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L'Oxford English Dictionary indica Shakespeare come il primo autore ad aver messo per iscritto oltre 1.700 termini. Il linguista David Crystal ha calcolato che Shakespeare utilizzò circa 20.000 parole diverse nelle sue opere, un lessico immensamente più vasto rispetto alla media del XVI secolo.Ad esempio, coniò il termine <i>eyeball</i> (bulbo oculare) per «La Tempesta» intorno al 1610 e usò per la prima volta <i>swagger</i> (pavoneggiarsi) in «Sogno di una notte di mezza estate». Anche il termine <i>manager</i> apparve per la prima volta in «Pene d'amor perdute».Attraverso la «conversione funzionale», trasformò nomi in verbi: usò <i>friend</i> (amico) come verbo secoli prima dell'avvento dei social media. Creò inoltre composti descrittivi come <i>blood-stained</i> (macchiato di sangue). Si stima che circa una parola su dieci da lui utilizzata fosse una novità assoluta per l'epoca. Oggi, i ricercatori dell'Università di Warwick utilizzano analisi computazionali per confermare l'origine di questi neologismi.
Fatto verificato
FP-0001884 · Mar 9, 2026