Perché le rockstar usano amplificatori così giganti?
Il leggendario «Marshall Stack» è nato perché una rockstar voleva sovrastare le urla della folla.
Nel 1965, Pete Townshend degli «The Who» chiese un amplificatore talmente potente da coprire il rumore dei fan. Jim Marshall risolse il problema impilando verticalmente due casse acustiche, creando un vero e proprio «muro del suono».
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All'inizio degli anni '60, le rock band iniziarono a esibirsi in grandi arene, ma i loro piccoli altoparlanti erano progettati per club di modeste dimensioni. Pete Townshend si rivolse a Jim Marshall, un costruttore di apparecchiature audio, chiedendo qualcosa di più grande e potente. Il team di Marshall sviluppò così una testata da 100 watt per spingere il suono al massimo.Inizialmente, tentarono di inserire otto altoparlanti in un'unica, enorme cassa di legno. Il risultato era così pesante che i roadie della band non riuscivano nemmeno a sollevarlo. Per rimediare, Marshall divise gli altoparlanti in due cabinet separati da quattro coni ciascuno. Impilandoli verticalmente, il suono raggiungeva meglio sia le orecchie del chitarrista che le ultime file del pubblico.La fisica del cabinet «closed-back» (a cassa chiusa) è ciò che lo rende speciale: l'aria intrappolata all'interno agisce come una molla contro i coni, creando un suono di basso così incisivo da poter essere percepito fisicamente nel petto. Questa configurazione permetteva di raggiungere i 120 decibel, un volume paragonabile a un tuono o al decollo di un jet. Questo design iconico ha definito per sempre l'estetica e il suono della musica rock.
Fatto verificato
FP-0000830 · Feb 26, 2026